A monte del colle di S. Canione, ove si consumò lo scontro tra Pisacane e l’esercito borbonico, sorge la Pineta del Piesco, raggiungibile dalla strada che da Padula porta a Paterno. Tale arteria viaria ricalca la più antica carrozzabile realizzata dai prigionieri cecoslovacchi durante gli anni di prigionia della I guerra mondiale e conduce alla Piana di Mandrano. La valle, del tutto disabitata, offre una spettaco lare veduta, consentendo al visitatore di restare a pieno contatto con la natura e di godersi fino in fondo la quiete di Padula e del Vallo di Diano.
Scendendo lungo la dorsale posteriore della collina padule se, per l’antico sentiero denominato Madonnella, si possono ancora scorgere i resti dei vecchi mulini ad acqua, sorti lungo il torrente Fabbricato che scorre alle spalle di Padula, e quelli dell’acquedotto medievale. Documento unico di “archeologia industriale”, essi testimoniano secoli di vita dei Padulesi. Nel ‘300 di mulini ce n’erano già cinque, che divennero otto intorno al 1630 (dei quali due di pertinenza della Certosa ed uno di S. Agostino), ma altri sorgevano più a monte. Tracce sono oggi visibili, tra la Fontana dei Merli e il Ponte del Torno, ove resta…

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