Il cammino tra le bellezze architettoniche e le testimonianze storiche del passato padulese non finisce qua. Basta infatti risalire verso il Largo 1° Luglio per respirare ancora l’atmosfera risorgimentale di fronte alla Casa Romano, dimora del noto nobile liberale Federico Romano che adibì la sua abitazione a sede del comando di Carlo Pisacane. Scendendo lungo la dorsale posteriore della collina padulese, lungo l’antico sentiero denominato Madonnella, si possono ancora scorgere i resti dei vecchi mulini ad acqua sorti lungo il torrente Fabbricato che scorre alle spalle di Padula e dell’antico Acquedotto.
Unita alla chiesa è la Casa Padula, che ricorda l’ufficiale garibaldino Vincenzo Padula (sacerdote padulese, morto eroicamente a Milazzo nel 1860), sebbene sia legata più direttamente al di lui fratello Filomeno che lo acquisì a fine ‘800, ad Unità d’Italia ormai compiuta. Poco distante da S. Clemente, lungo la Piazza(via XX Settembre), si apre il cosiddetto Vicolo cieco. In esso - al tempo chiuso nel fondo da un alto muro - trovarono la morte ben 53 dei Trecento valorosi di Carlo Pisacane, intrappolati ove credevano di trovare una via aperta verso valle, durante la cruenta battaglia per le vie cittadine…
All’esterno della Chiesa della Santissima Annunziata, spicca l’arco a tutto sesto in pietra locale a grosse bugne e con stemma civico nella chiave di volta, che immetteva al cortile dell’Ospedale e che nel 1911 il deputato padulese Giovanni Camera (1862-1929) elevò a Monumento Nazionale. Esso infatti inquadra il Sacrario dei Trecento di Carlo Pisacane, i cui resti sono custoditi in teche visibili al pubblico: qui voluto dalla pietà popolare padulese, prese le forme di soccorpo della chiesa nel 1957 per essere infine restaurato ed aperto nel 2007. Nella piazzetta di fronte, ove si apre un’incantevole veduta del Vallo di Diano,…
Spostandoci verso sud, lungo le pendici collinari, verso la sommità di una cava a pochi chilometri dal centro abitato, ritroviamo i pochi ruderi dell’antico monastero di San Nicola al Torone, il più antico dei monasteri padulesi, anch’esso testimonianza del culto basiliano nel territorio lucano - valdianese.

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